Prabérians di Thomas Rousset

Prabérians di Thomas Rousset – Fotografia Festival di Roma

FOTOGRAFIA
09 ottobre – 09 novembre 2015
Sala 1 – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea
Piazza di Porta S. Giovanni, 10, Roma.

In occasione della XIV edizione di Fotografia Festival Internazionale di Roma, Sala 1 ospita la prima mostra personale in Italia dell’artista francese Thomas Rousset, a cura di Manuela De Leonardis e Mary Angela Schroth, con una selezione di otto immagini del progetto Prabérians.

In questa serie a colori, che Rousset porta avanti dal 2009, realtà e fantasia procedono sullo stesso filo di un percorso narrativo che, avvolto dalla densità emotiva di «suspense», sembra appartenere più alla pratica di un abile acrobata.

Come scrive Manuela De Leonardis: “il processo di documentazione, affidato al medium fotografico svela – in realtà – la sua stessa natura ambigua. Oggetti familiari, teatro di una memoria personale che diventano il pretesto per andare oltre, affrontando anche il tema della « falsa documentazione », perché il fotografo crea delle messinscena che destabilizzano l’osservatore, insinuando il dubbio del paradosso realtà/finzione.”

Nel tempo gli scenari cambiano, il fotografo si sposta dal villaggio rurale di Prabert (che dà il titolo alla serie) con l’idea di creare una comunità in cui tempo e spazio si confondano, allargando un orizzonte che non è soltanto il suo stesso universo personale.

In Prabérians ritroviamo una visione cinematografica che trae ispirazione dai film di Emir Kusturica, Alejandro Jodorowsky e anche dell’antropologo Jean Rouch.

“Il fotorepoerter alla scoperta di una comunità che non è del tutto reale, né immaginaria,” – scrive ancora la curatrice – “lascia il posto al sognatore che traduce con le sue immagini a colori la banalità del quotidiano e le contraddizioni di un presente sospeso tra passato e futuro. Prabérians non è altro che un mondo utopico in cui chiunque può perdersi e ritrovarsi.”

La mostra è sostenuta dalla Fondazione Nuovi Mecenati e da Pro Helvetia Fondazione Svizzera per la Cultura.